Quando il dolore inganna: perché spesso non viene da dove lo senti
Una delle frasi che ripeto più spesso ai miei pazienti è:
“Il corpo parla, ma dobbiamo imparare a interpretarlo.”
Molte persone sono convinte che il dolore che provano in un’articolazione o in una parte periferica del corpo sia causato da un problema proprio lì dove fa male. Se fa male alla caviglia, il problema è della caviglia. Se fa male al polso, il problema è del polso. Se fa male al ginocchio, il ginocchio è “rovinato”.
La realtà clinica è molto diversa: in moltissimi casi il dolore non nasce dove lo sentiamo.

Il corpo non usa Google Maps
Il sistema nervoso non è preciso come una mappa: spesso proietta il dolore in zone periferiche, creando confusione. Noi interpretiamo il dolore con la geografia, ma il corpo lo genera secondo la neurologia.
Ed è così che molti pazienti passano mesi o anni a trattare:
- tendiniti
- “artrosi”
- fasciti
- problemi articolari
- problemi posturali
senza nessun risultato, perché la causa non è lì.
Esempio 1 — Dolore alla caviglia e “seno del tarso”
È un quadro molto comune: la persona sente dolore sotto e davanti al malleolo, in quella fossetta chiamata seno del tarso.
A volte è scambiato per:
- distorsione mal curata
- tendinite dei peronei
- artrosi tibiotarsica
In realtà, in molti casi quel dolore nasce da una compressione della radice L5 nella colonna lombare.
È la stessa radice che controlla:
- tibiale anteriore
- peronei
- dorsiflessione del piede
Ciò spiega anche perché alcuni riferiscono instabilità, difficoltà a fare i gradini o “piede che si spegne”.
Esempio 2 — Dolore al polso e “artrosi del polso”
Molti arrivano convinti di avere artrosi del polso… nonostante radiografie perfette.
Qui la radice del problema è spesso un’ernia o una compressione cervicale, in particolare C6 o C7, che proietta il fastidio proprio in quella zona.
In questo caso il dolore peggiora:
- alla guida
- con lo smartphone
- di notte
- con il collo esteso
segno del coinvolgimento cervicale, non articolare.
Esempio 3 — Il ginocchio che non è il ginocchio
Il dolore anteriore-mediale del ginocchio è spesso etichettato come:
- menisco
- condropatia
- tendinite rotulea
ma quando la risonanza è pulita e il paziente continua a soffrire, la causa può trovarsi più in alto: radici L3-L4.
Questi pazienti spesso raccontano che il dolore è “strano”, difficile da definire, a volte anche sensibile al tatto.
Perché succede questo fenomeno?
Perché il sistema nervoso funziona così: ogni area del nostro corpo è innervata da radici nervose specifiche.
Se una radice viene compressa nella colonna, il cervello registra il dolore nel territorio che quella radice controlla.
È lo stesso meccanismo per cui:
- il dolore alla gamba può venire dalla schiena (sciatica)
- il dolore al braccio può venire dal collo
- il dolore toracico può venire dal cuore
Nessuno direbbe che un infarto “fa male al braccio”, eppure è il sintomo più famoso.
Il problema non è il corpo… è l’interpretazione
Il punto cruciale è questo:
Molti pazienti curano l’effetto e non la causa.
Fanno fisioterapia sul ginocchio invece che sulla schiena, infiltrazioni al polso invece che trattare la cervicale, plantari per la caviglia invece che liberare L5.
Come si arriva alla diagnosi corretta
In questi casi è fondamentale uno studio che guardi la persona “a sistema”, non a pezzi:
- anamnesi mirata
- studio dei territori nervosi
- test clinici
- imaging della colonna
- valutazione del carico
- eventuali blocchi diagnostici
Quando si fa questo passaggio, spesso la diagnosi diventa evidente e la terapia finalmente funziona.
Conclusione
Il corpo non sbaglia: ci dà informazioni, ma sta a noi interpretarle bene.
Se da tempo hai un dolore periferico che non risponde ai trattamenti locali, è molto probabile che il problema non sia dove lo senti.
Imparare a riconoscere questa differenza significa:
- ridurre anni di sofferenze inutili
- evitare interventi sbagliati