Una spalla un po’ più alta, una scapola che sporge, un fianco asimmetrico notato dal pediatra o allo specchio. Oppure, in età adulta, un mal di schiena che non passa e una gamba che fa male camminando. Dietro situazioni così diverse può esserci la stessa parola: scoliosi.
In questa pagina rispondo alle domande più frequenti, separando le due grandi realtà: la scoliosi dell’adolescente, che si scopre durante la crescita, e la scoliosi dell’adulto, che spesso si manifesta con dolore. Alla fine spiego passo dopo passo come si svolge l’intervento, quando serve.
Che cos’è la scoliosi?
È una deformità tridimensionale della colonna: non solo una curva laterale vista da dietro, ma anche una rotazione delle vertebre, per questo si parla spesso di rotoscoliosi. La rotazione è ciò che crea il gibbo, la sporgenza delle coste o della muscolatura lombare quando ci si piega in avanti. Si parla di scoliosi quando la curva supera i 10 gradi misurati con l’angolo di Cobb sulla radiografia.
Scoliosi dell’adolescente
Perché viene ai ragazzi?
Nella maggior parte dei casi si tratta di scoliosi idiopatica, cioè senza una causa precisa: conta una predisposizione genetica, e compare o peggiora durante lo scatto di crescita della pubertà. È più frequente nelle ragazze, che hanno anche un rischio maggiore che la curva progredisca (Weinstein et al., Lancet 2008). Zaino, postura alla scrivania o sport “asimmetrici” non causano la scoliosi.
Come si scopre?
Con un semplice esame: il test di Adams. Il ragazzo si piega in avanti a braccia penzoloni e si osserva la schiena da dietro: un gibbo da un lato è il segnale per approfondire. La conferma arriva con una radiografia completa della colonna in piedi, su cui si misura l’angolo di Cobb e si valuta quanto scheletro deve ancora crescere (segno di Risser).
Il corsetto funziona davvero?
Sì. Lo studio BrAIST (Weinstein et al., N Engl J Med 2013) ha dimostrato che, nei ragazzi ancora in crescita con curve moderate, il corsetto riduce in modo significativo la progressione verso la soglia chirurgica, e che il beneficio è tanto maggiore quante più ore al giorno viene indossato. Le linee guida SOSORT (Negrini et al., 2018) indicano un approccio graduale: osservazione, esercizi specifici per la scoliosi e corsetto in base all’entità della curva e alla crescita residua.
Quando serve l’intervento nell’adolescente?
Quando la curva supera indicativamente i 45–50 gradi, o continua a peggiorare nonostante il corsetto. Curve di questa entità tendono a progredire anche dopo la fine della crescita, e nei casi più gravi possono interferire con la funzione respiratoria. L’obiettivo dell’intervento è correggere e fermare la curva con un’artrodesi.

Scoliosi dell’adulto
Che cos’è la scoliosi dell’adulto?
Aebi (Eur Spine J 2005) la classifica in tre gruppi principali: la scoliosi degenerativa “de novo”, che nasce dopo i 50 anni per l’usura asimmetrica di dischi e articolazioni; la scoliosi idiopatica dell’adolescente che progredisce nell’età adulta; e le forme secondarie, ad esempio a osteoporosi, interventi precedenti o differenze di lunghezza degli arti.
Perché nell’adulto fa male e dà sciatica?
Perché alla curva si associano degenerazione dei dischi, artrosi delle faccette e, spesso, stenosi del canale o dei forami nel lato concavo della curva. Il risultato è mal di schiena, dolore alle gambe camminando, difficoltà a stare dritti e, nelle forme con perdita della lordosi, la sensazione di “cadere in avanti”. Vedi anche la pagina sulla valutazione del mal di schiena.
Chirurgia o terapia conservativa: cosa dicono gli studi?
Lo studio prospettico multicentrico di Bridwell (Spine 2009) ha seguito per due anni adulti con scoliosi lombare sintomatica: chi è stato operato ha avuto un miglioramento significativo di dolore e qualità di vita, mentre chi ha seguito la sola terapia conservativa, in media, non è migliorato. Questo non significa che tutti vadano operati: fisioterapia, esercizio, farmaci e infiltrazioni restano il primo passo, ma quando il dolore è invalidante l’intervento ha un ruolo documentato.
Che ruolo ha la tecnica mini-invasiva?
Nell’adulto, quando possibile, combino la correzione posteriore con gabbie intersomatiche inserite per via laterale (XLIF), che riaprono gli spazi discali, decomprimono indirettamente i nervi e correggono la curva con meno sanguinamento. Il planning è sempre personalizzato: età, qualità dell’osso, equilibrio sagittale.


Come si svolge l’intervento, passo dopo passo
Quando l’intervento è indicato, la tecnica più usata è l’artrodesi vertebrale posteriore con viti peduncolari e barre. Ecco le tappe principali, semplificate.
1. Pianificazione e posizionamento
Studio la curva su radiografie complete in piedi, in inclinazione laterale e su TAC/risonanza, e decido i livelli da includere. In sala operatoria il paziente è a pancia in giù, con neuromonitoraggio continuo di midollo e nervi per tutta la durata dell’intervento.
2. Inserimento delle viti peduncolari
Attraverso un’incisione sulla linea mediana della schiena, le viti vengono inserite da dietro in avanti, attraverso il peduncolo, fino al corpo vertebrale. La traiettoria è guidata da neuronavigazione (O-arm) per la massima precisione, lontano da midollo e radici.
3. Barre e correzione della curva
Due barre di titanio o cromo-cobalto, modellate sul profilo corretto della colonna, vengono fissate alle teste delle viti. Con manovre di rotazione, traslazione e compressione/distrazione la curva viene ridotta e si ripristinano le curve fisiologiche sul piano laterale.

4. Artrodesi ossea e chiusura
Le superfici ossee posteriori vengono preparate e arricchite con innesto osseo: nei mesi successivi le vertebre si saldano tra loro in un unico blocco stabile, l’artrodesi. Le viti e le barre tengono la correzione finché l’osso non ha consolidato. Nell’adulto, in alcuni livelli lombari si aggiungono gabbie intersomatiche, anche per via laterale (XLIF).

5. Dopo l’intervento
Ci si alza in genere già nei primi giorni con il fisioterapista; la dimissione avviene di solito dopo alcuni giorni. Scuola o lavoro d’ufficio riprendono in genere dopo 4–8 settimane, gli sport gradualmente dopo alcuni mesi, secondo i controlli radiografici.
Altre domande frequenti
Quali esami servono?
Radiografie della colonna intera in piedi (anteroposteriore e laterale), radiografie in inclinazione laterale se si valuta un intervento, risonanza se ci sono dolore alle gambe o segni neurologici, MOC nell’adulto per valutare l’osso.
Con la scoliosi si può fare sport?
Sì, e anzi lo sport è consigliato. Nessuno sport “causa” o “cura” la scoliosi da solo; gli esercizi specifici fanno parte del trattamento conservativo.
Gravidanza e scoliosi?
La scoliosi, anche operata, in genere non impedisce una gravidanza né il parto naturale. Va segnalata all’anestesista se si valuta un’epidurale.
La scoliosi peggiora con l’età?
Dipende dall’entità della curva. Curve piccole a fine crescita di solito restano stabili; curve oltre i 40–50 gradi possono continuare a peggiorare lentamente anche in età adulta, di circa un grado all’anno. Nell’adulto, la degenerazione di dischi e articolazioni può far progredire anche curve nate dopo i 50 anni. Per questo, nelle curve importanti, consigliamo controlli radiografici periodici.
Dopo l’artrodesi la schiena resta rigida?
Il tratto fuso non si muove più, ma il resto della colonna, le anche e le spalle compensano. Molti pazienti tornano a una vita attiva, sport compresi. L’obiettivo è scegliere il numero minimo di livelli necessario per ottenere una colonna equilibrata e duratura.
Come in montagna
Un crinale non è mai dritto, e non deve esserlo. Anche la colonna ha le sue curve naturali: il nostro lavoro non è renderla rigida, ma riportarla in equilibrio.
Prenota una visita
Hai notato un’asimmetria in tuo figlio o soffri di mal di schiena con una scoliosi nota? Scrivimi su WhatsApp al 392 39 91 841 oppure contatta la segreteria Ortho-Next: segreteria@orthonext.it, tel. 331 185 9007. Guida gratuita agli esercizi per la schiena: Scrivi GUIDA su WhatsApp.
Contenuto divulgativo: non sostituisce una visita medica, una diagnosi o una terapia personalizzata.
Riferimenti
- Weinstein SL et al. Adolescent idiopathic scoliosis. Lancet. 2008. PMID 18456103 · DOI 10.1016/S0140-6736(08)60658-3
- Weinstein SL et al. Effects of bracing in adolescents with idiopathic scoliosis (BrAIST). N Engl J Med. 2013. PMID 24047455 · DOI 10.1056/NEJMoa1307337
- Negrini S et al. 2016 SOSORT guidelines: orthopaedic and rehabilitation treatment of idiopathic scoliosis during growth. Scoliosis Spinal Disord. 2018. PMID 29435499 · DOI 10.1186/s13013-017-0145-8
- Aebi M. The adult scoliosis. Eur Spine J. 2005. PMID 16328223 · DOI 10.1007/s00586-005-1053-9
- Bridwell KH et al. Does treatment (nonoperative and operative) improve the two-year quality of life in patients with adult symptomatic lumbar scoliosis: a prospective multicenter evidence-based medicine study. Spine. 2009. PMID 19752703 · DOI 10.1097/BRS.0b013e3181a8fdc8